Crescono Le Domande Di Mutuo e anche l’Importo Medio Richiesto.

mutuo-per-la-casaL’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF – che rileva in modo puntuale l’andamento delle richieste di nuovi mutui e surroghe raccolte dagli istituti di credito e contribuite in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF – conferma il consolidamento della dinamica positiva in atto già da diversi trimestri, con un incremento nei primi 9 mesi del 2016 pari a +11,6% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno (+6,0% la variazione nel mese di settembre). Anche per quanto riguarda l’importo richiesto si registrano segnali incoraggianti, con il valore medio che nel mese di settembre si è attestato a 122.945 Euro, ben al di sopra dei 120.525 Euro rilevati nel corrispondente mese del 2015. “I primi nove mesi del 2016 hanno confermato il recupero della domanda del comparto mutui verso i volumi pre-crisi, anche grazie al contributo delle surroghe, sostenuto dai bassi tassi di interesse applicati e dalle condizioni del mercato immobiliare che continuano a mantenersi appetibili. Al contempo, anche l’offerta da parte degli istituti di credito è oggi più fluida, anche grazie alla riduzione degli indicatori di rischiosità del credito alle famiglie, con il tasso di default a 180 giorni che a marzo 2016 è sceso all’1,5%, il livello più basso degli ultimi 4 anni – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -. Vedremo se anche nell’ultimo trimestre dell’anno continuerà il trend positivo o se, al contrario, si assisterà ad un rallentamento della dinamica in corso. Non si può infatti escludere che si sia arrivati ad una ‘nuova normalità’ del mercato”. “Nel complesso, la domanda di mutui è ancora condizionata da una quota di surroghe che ha un’incidenza superiore al 24% del totale. Va però sottolineato come il peso dei mutui di sostituzione è destinato a diminuire progressivamente, non fosse altro per il fatto che, alla luce della stabilizzazione dei tassi di interesse su valori molto contenuti ormai da molti mesi, la maggior parte dei mutuatari che aveva la possibilità di rinegoziare le condizioni con la propria banca ha già esercitato questa opzione” – conclude Capecchi.

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